Spoleto Coast to Coast

Una città con una storia antichissima, uno dei principali centri turistici dell’Umbria grazie ai suoi monumenti archeologici e artistici, uno scorcio di cultura e natura, dove musica, arte e passato si incontrano e si trasformano per appassionare e stupire i suoi visitatori, generazione dopo generazione… tutto questo è Spoleto.

Spoleto è solo una vacanza dell’anima. – Gian Carlo Menotti

Cosa vedere

Prima di iniziare il nostro viaggio è bene fare una lista delle 10 cose assolutamente da vedere a Spoleto. In questo modo potrai decidere cosa aggiungere e togliere dall’itinerario che poi ti andremmo a proporre e potrai anche farti un’idea di quello che questa città ha da offrire, almeno in parte.

Bene, partiamo!

1. Il Duomo

La cattedrale di Santa Maria Assunta, o comunemente chiamata “il duomo”, è la chiesa principale della città, nonché il suo monumento più iconico. Non è difficile capirne il motivo.

Il duomo infatti, costruito tra il 1151 e il 1227 è un capolavoro di arte e architettura. La sua facciata romanica si erge sull’ampia piazza dove sono situati anche altri importanti punti d’interesse come il piccolo Teatro Caio Melisso e Casa Menotti, nonché il famoso Bar di Don Matteo, Tric e Trac.

Al suo interno vi sono opere d’arte e affreschi di artisti importanti per il territorio e per il periodo del primo rinascimento, come Filippo Lippi (Firenze, 23 giugno 1406 –Spoleto, 9 ottobre 1469) e il suo ciclo “Storie della Vergine” (1466-69) all’interno dell’abside.

La vista dalla scalinata di Via Saffi, fa apprezzare ancora di più questo monumento di inestimabile valore e la sua bellezza, semplice e sacrale.

L’ingresso alla cattedrale è libero. Per prenotare una visita guidata al duomo e al Museo Diocesano con annessa Chiesa di Sant’Eufemia visita il sito: https://www.duomospoleto.it/info.html

2. La Rocca e il Ponte

In cima al colle Sant’Elia sorge la Rocca Albornoziana, altro simbolo imponente della città, ammirabile soprattutto dai suoi due ingressi, e anche di notte grazie alla studiata illuminazione. Insieme al Ponte delle Torri, vecchio acquedotto romano, formano un duo artistico e storico di incommensurabile valore.

La Rocca non assume valore solo ai fini paesaggistici ma anche dal punto di vista storico. Infatti la fortezza fu costruita fra il 1363 e il 1367 su commissione del cardinale spagnolo Egidio Albornoz come residenza papale durante gli spostamenti tra Roma e le Marche. Tra i suoi villeggianti comunque, vi sono anche altri nomi divenuti famosi come quello di Lucrezia Borgia che venne costituita reggente del Ducato di Spoleto a soli diciannove anni.

Tra il 1817 e il 1982 la Rocca fu adibita a carcere e per questo molti dei suoi affreschi originali sono andati perduti ma ne rimangono ancora alcune preziose testimonianze come la Camera Pinta. Con i suoi due cortili, le sei larghe torri, i camminamenti e le mostre interne, rimane un luogo magico capace di riportare chi lo visita indietro nel tempo.

Prenota la tua visita a pagamento dell’interno e dei camminamenti: https://www.musei.umbria.beniculturali.it/musei/rocca-albornoz-museo-nazionale-del-ducato-di-spoleto/

Anche il Ponte delle Torri è un monumento da non perdere. Raggiunge un’altezza massima di 80 metri e una lunghezza di 230 metri. Attraversando la vallata del fiume Tessino congiunge il Colle Sant’Elia con il Monteluco e il Giro dei Condotti, un percorso di trekking che segue il vecchio corso dell’acquedotto romano immerso nella natura. Da poco inaugurato dopo molti anni di chiusura a causa di lavori di riassestamento, può essere ammirato in tutta la sua bellezza da vari punti panoramici della città. Quello che vi consiglio io è il Giro della Rocca, una passeggiata tra verde e roccia che vi porterà da una delle piazze principali della città, Piazza Campello, fino all’entrata della Rocca e che è facilmente percorribile da tutti.

Per un percorso diverso di trekking leggero prova “il Giro dei Condotti“, una passeggiata immersi nella natura delle montagne umbre, facilmente percorribile da grandi e piccini. Inizia proprio dalla fine del Ponte delle Torri, dove si trova il Fortilizio dei Mulini, e finisce vicino alle scale mobili della Ponzianina, due punti strategici della città (con diversi percorsi che conducono fin in cima al Monteluco).

3. Piazza del Mercato

Anche se Piazza del Duomo è quella più scenografica ed amata dai turisti, Piazza del Mercato non è da meno. In questo spazio, il Foro della città romana, ha ospitato per secoli il mercato cittadino. Oggi resta il vivace e giovanile punto di ritrovo della città grazie ai bar, ristoranti, botteghe e bei palazzi che vi si affacciano. Qui potrete gustare il gelato al pistacchio “campione del mondo”, la pizza migliore di Spoleto e tanti piatti tipici come l’immancabile panino con la porchetta.

Il “pezzo forte” di Piazza del Mercato è la Fontana dell’Orologio che portava acqua dal Monteluco fino al centro città. La vecchia fonte si trovava di fronte alla fontana attuale che fu costruita tra il 1746 e il 1748. Sulla facciata, molto scenografica, spicca l’antico orologio e il monumento dedicato alla famiglia Barberini.

Attraversando la piazza si prende Via Arco di Druso per giungere all’arco che dà il nome alla strada. Si tratta di un monumento che il senato spoletino decise di costruire in onore di Druso Minore e di Germanico, figli dell’imperatore Tiberio. Inglobato nelle costruzioni durante il Medioevo, è stato liberato un solo pilone e parte dell’arco. Accanto all’arco sorgeva un tempio di circa 12 metri di altezza, quasi 16 di lunghezza e quasi 9 di larghezza. Oggi rimane una delle vie principali che collega Piazza della Libertà, via Brignone con la Biblioteca Comunale a Piazza del Mercato e il Comune.

Una menzione speciale va fatta alla famosa Fontana del Mascherone, tanto amata dagli spoletini, che si trova a Piazza Campello accanto all’inizio del Giro della Rocca e davanti al monumento ai caduti. Prende il nome dall’imponente maschera umana incorniciata di alloro dalla cui bocca fuoriesce l’acqua, da cui ci si può rinfrescare dopo una bella passeggiata, grazie alla piccola fontanella adiacente.

4. Il Teatro Romano e Il Museo Archeologico

Costruito nel primo secolo a.C., il Teatro Romano aveva una capienza di circa 2000 spettatori e oggi conserva ancora 27 scalinate su cui essi prendevano posto, il palcoscenico e lo spazio riservato all’orchestra e al coro con ancora i pavimenti colorati. Nel corso dei secoli sulla scena furono costruiti il Complesso di Sant’Agata con la chiesa e Palazzo Corvi ma il teatro è rimasto attivo e ospita gli spettacoli e i concerti organizzati nell’ambito del Festival dei Due Mondi.

Oltre che durante il Festival, questa chicca storica è pienamente visibile dagli archi di Piazza della Libertà, un altro snodo principale della città da cui parte Corso Mazzini e via Brignone e da cui ci si arriva comodamente parcheggiando al parcheggio coperto di “Spoleto Sfera” (parcheggi a Spoleto). Se invece volete vederlo più da vicino è possibile farlo grazie al biglietto unico che da l’accesso sia al teatro che al Museo archeologico nazionale di Spoleto. Il primo piano è dedicato alle testimonianze archeologiche di Spoleto da metà del II millennio a. C. alla fase preromana, quando Spoleto divenne un importante insediamento del popolo degli Umbri fino all’arrivo dei Romani con la fondazione della colonia nel 241 a.C. e la costituzione del municipium nel 90 a.C. Nel secondo piano sono imperdibili le armi in ferro rinvenute in tombe del VI secolo a.C. Da questa stessa necropoli proviene il celebre carro rivestito da lamine di bronzo purtroppo portato negli Stati Uniti e conservato al Metropolitan Museum di New York.

Prenota la tua visita a pagamento dell’intero complesso: https://www.spoletocard.it/scheda_monumento.asp?id_circ=3

5. Casa Romana e Palazzo Comunale

Nel 1885 e il 1886, grazie ai finanziamenti dell’ambasciatore inglese sir Savile Lumeley, iniziarono i lavori di scavo di questa Casa Romana che si ritiene sia appartenuta a Vespasia Polla, madre di Vespasiano, nata a Norcia e proprietaria di molti beni nel territorio di Spoleto. La domus è del I secolo d.C., ed ha mantenuto nel tempo diversi ambienti e bellissimi pavimenti a mosaico, quasi del tutto intatti.

La Casa Romana si trova proprio sotto il Palazzo Comunale, che il restauro del 2007 ha riportato all’antico splendore. Merita una visita soprattutto per le opere d’arte provenienti dalla ex Pinacoteca Comunale, tra le quali, una grande tela del Guercino e due affreschi staccati del pittore rinascimentale Giovanni di Pietro detto “Lo Spagna”. Da non perdere anche la Sala dei Duchi, con nel soffitto i ritratti dei più importanti duchi longobardi di Spoleto e la Sala Caput Umbriae, con decorazioni che esaltano gli spoletini più illustri delle varie epoche. Il palazzo ha anche una cappella interna dedicata a San Ponziano, patrono della città.

Prenota la tua visita a pagamento della casa romana (palazzo comunale attualmente non visitabile): https://www.spoletocard.it/scheda_monumento.asp?id_circ=1

6. San Ponziano, San Salvatore e San Pietro

A San Ponziano, patrono di Spoleto, è dedicata anche una chiesa con annesso monastero che si trovano appena fuori Spoleto, a poca distanza dalla Chiesa di San Salvatore. Seconda la leggenda, Ponziano fu perseguitato dai romani al tempo di Marco Aurelio in quanto cristiano. Portato nell’anfiteatro di Spoleto (al momento non visitabile), i leoni si rifiutarono di sbranarlo; fatto camminare sui carboni ardenti, non ebbe nessuna ferita; lasciato in carcere senza acqua né cibo, fu salvato dagli angeli. Solo la decapitazione riuscì ad ucciderlo (vedi Ponte Sanguinario) ma la testa rotolò fino al luogo dove ora si trova la chiesa creando una fonte di acqua purissima. Subito definito santo, Ponziano fu anche nominato patrono di Spoleto. Si ritiene che difenda Spoleto dai terremoti perché ce ne fu uno durante il martirio e un altro il 14 gennaio 1703 (giorno in cui si celebra il santo) che colpì anche l’Abruzzo e altre città umbre ma senza procurare danni a Spoleto. Gli viene inoltre attribuita una profezia che recita “Spoleto tremerà ma non crollerà”.

La chiesa attuale fu edificata tra XI e XIII secolo in stile romanico, anche se di questa resta solo la facciata. Nel 1788 il giovane architetto romano Giuseppe Valadier ristrutturò gli interni secondo il nuovo gusto neoclassico. La Chiesa è sempre stata accompagnata da un monastero che ha ospitato sia uomini sia donne. Dal 1905 è presente una comunità di suore lateranensi di sant’Agostino che custodiscono anche il teschio del santo martire.

Curiosità: il cranio di San Ponziano viene portato in processione dalla Chiesa al Duomo ogni 14 gennaio dove resta esposta fino alla domenica successiva. In quei giorni gli spoletini non tagliano il pane con il coltello per non replicare il gesto del boia che uccise il santo.

A pochi metri dalla Chiesa di San Ponziano c’è la Chiesa di San Salvatore, la più antica di Spoleto e patrimonio UNESCO per essere uno dei luoghi del potere longobardo in Italia insieme a Benevento, Brescia, Campello sul Clitunno, Monte Sant’Angelo nel Gargano e Cividale del Friuli. La Basilica è un edificio paleocristiano ed è stata costruita interamente con materiale di spolia, cioè proveniente da altre costruzioni antiche.

La sua origine è funeraria, perché fu costruita per i martiri Concordio e Senzia, sepolti lì vicini ed entrambi con poteri di guarigione (in realtà a far bene era l’acqua del Colle Ciciano). In seguito, durante l’alto-medioevo, venne dedicata al Salvatore, il Cristo, data la rappresentazione della crocifissione posta sopra all’altare. La chiesa ha tre navate ed è ormai spoglia di tutto, tranne gli stucchi in controfacciata ed alcuni elementi dell’apparato pittorico nell’abside. Ciò non l’ha privata dell’atmosfera che la rende straordinariamente bella e scenografica.

Per visitare le tre chiese:

https://www.spoletocard.it/scheda_monumento.asp?id_circ=13

https://longobardinitalia.it/basilica-di-san-salvatore/

https://www.spoletonorcia.it/parrocchia-dei-ss-pietro-e-paolo-in-spoleto/

L’ultima chicca di questo trittico spirituale si trova all’entrata sud di Spoleto, alle pendici del Monteluco, lungo l’antica variante “nova” della via Flaminia che portava a Roma. Una grandiosa e imponente scalinata seicentesca non può non cogliere la nostra attenzione; sulla sommità emerge come un tempio la meravigliosa basilica di San Pietro detta “extra moenia”, cioè “fuori le mura”. Originariamente la chiesa, eretta dal vescovo spoletino Achilleo all’inizio del quinto secolo, fungeva a messe funebri, con annesso cimitero; successivamente, durante il XII secolo si procedette all’opera di ampliamento da cui derivano i meravigliosi altorilievi che adornano la facciata, in stile romanico con il suo marmo bianco. L’impatto è eccezionale.

Vengono narrate le storie della Vita di San Pietro, regole di condotta per i buoni cristiani e altre storie varie in una sorta di Bibbia dei poveri. Interpretare le storie, scolpite sulle facciate delle chiese o affrescate sulle pareti al loro interno, era il modo più efficace e diretto per educare e fidelizzare al messaggio cristiano la gente comune, incapace sia di leggere che di scrivere.

Curiosità: percorrendo il già menzionato Giro della Rocca, ad un certo punto si troverà un piccolo sentiero scosceso che discende la collina, non facilmente visibile se non ci si fa caso, che porta alla famosa “Sedia del papa“. La leggenda spoletina narra infatti che il papa, per controllare l’andamento dei lavori della basilica di San Pietro, si sedesse su questa “sedia”, che altri non è che un masso incavato, e attraverso l’arco centrale del Ponte delle Torri scorgesse la chiesa.

7. Ex Ferrovia Spoleto-Norcia

E dopo un tour all’insegna della spiritualità, non si può non ristorare anche il corpo fisico: per gli amanti delle passeggiate all’aria aperta, dei percorsi di trekking e delle pedalate in montagna, oltre al Giro dei Condotti già menzionato, Spoleto offre un viaggio emozionante attraverso storia e natura ripercorrendo la via dell’ex ferrovia Spoleto Norcia.

La ferrovia che dal 1926 al luglio 1968 ha collegato Spoleto con Norcia oggi è diventata uno straordinario percorso che attraverso colline, fiumi, borghi, 19 gallerie e 24 viadotti, era un gioiello ingegneristico dell’epoca. Ideale da percorrere in bici o a piedi (vedi laspoleto-norciainmtb.it) si snoda in 51 km, divisi in quattro tratte:

  1. Spoleto – Santa Anatolia di Narco: tanti dislivelli ma davvero spettacolare con ponti, viadotti e gallerie (la più lunga è La Caprareccia, 2km completamente al buio! Non dimenticate di portare con voi delle torce.)
  2. S. Anatolia di Narco – Borgo Cerreto: un tratto meravigliosa in cui la ferrovia costeggiava il fiume Nera per lunghi tratti con panorami su borghi ed edifici storici.
  3. Borgo Cerreto – Serravalle: attraversa la galleria di Triponzo, lunga quasi 500 metri, questo tratto porta alla gola di Balza Tagliata con due imponenti massicci calcarei alti circa 700 metri divisi dal fiume Corno.
  4. Serravalle – Norcia: attraverso la stretta di Biselli si arriva a Villa di Serravalle nel Parco Nazionale dei Sibillini e si arriva alla Stazione di Norcia.

Oggi la stazione di partenza a Spoleto, in via Fratelli Cervi, è diventata un Museo che espone cimeli, documenti, parti di impianto, oggetti e fotografie della vecchia ferrovia.

Per informazioni sugli eventi, la percorribilità e gli orari di apertura del museo: https://www.umbriamobilita.it/ex-ferrovia-spoleto-norcia-indicazione-dei-tratti-percorribili-contenuti-aggiornati/

https://www.umbriatourism.it/it/-/ciclovia-ex-ferrovia-spoleto-norcia

https://www.comune.spoleto.pg.it/turismoecultura/musei/museo-della-ferrocia-spoleto-norcia/

8. Palazzo Collicola Arti Visive

Non solo un’immersione tra natura, storia e sacralità, Spoleto è anche un importante punto di riferimento per l’arte. Un esempio ne è il settecentesco Palazzo Collicola, situato in piazza Collicola, in pieno centro, che ospita una vasta collezione di arte visiva che include le opere di pittori e scultori dal XII secolo fino ai nostri giorni.

Palazzo Collicola è uno degli edifici gentilizi più importanti di Spoleto, realizzato per volere della nobile famiglia da cui prende il nome, la quale, originaria di Montesanto di Sellano, emerse nel Seicento per merito di Taddeo, medico di Papa Urbano VIII.
L’imponente edificio venne edificato tra il 1717 e il 1730 su progetto dell’architetto Sebastiano Cipriani, il quale concepì un prospetto su tre piani prolungati nel lato posteriore in due ali che in origine delimitavano il giardino all’italiana.

Nel piano nobile, tra i numerosi ambienti in cui si articola, di particolare pregio sono la Galleria, interamente decorata da tempere settecentesche e la Cappella, al cui interno sono custodite preziose suppellettili liturgiche. Alcune sale ospitano una quadreria con dipinti dal XVI al XIX secolo, tra i quali la celebre Spezieria della bottega del Guercino e una Natura Morta attribuita al Maestro di Hartford.

Il museo è stato aperto nel 2000 ed, insieme alla Biblioteca situata nel piano nobile, prende il nome da Giovanni Carandente, famoso critico d’arte, il quale negli anni, oltre a monografie, cataloghi e periodici, ha donato una cospicua documentazione archivistica e numerose opere d’arte. Il museo si articola su tre piani in cui sono raccolte opere di ogni genere, di stili, forme ed epoche molto diversi tra loro, suddivise in sale tematiche, monografiche, stilistiche e storiche. La collezione raccoglie non solo dipinti e sculture, ma anche fotografie, street art e installazioni di vario tipo. Articolata in 18 sale vanta opere di Calder, Pepper, Moore, Smith, Pomodoro, Burri, Consagra, Pascali, Accardi, LeWitt, che ne fanno una delle collezioni d’arte contemporanea più importanti sul panorama nazionale. Tutte queste opere, soprattutto quelle più moderne, formano un interessantissimo contrasto con gli interni settecenteschi del palazzo, rendendo il museo stesso un’opera d’arte tutta da vivere.

Aperta al pubblico nel 2006, la Biblioteca Carandente è costituita da una sala di studio e lettura, una sala per piccole conferenze e alcune stanze di deposito librario.
Il patrimonio conservato nella sala studio raccoglie oltre 30,000 volumi ed è liberamente accessibile all’utenza, interamente catalogato e pertanto reperibile attraverso i cataloghi online. 

Per informazioni sugli eventi, i tour guidati e gli orari di apertura del museo: https://www.palazzocollicola.it/biglietteria.asp

9. Palazzo Mauri

Continuiamo il nostro giro con un altro palazzo importante di un’altra famiglia influente di Spoleto. Di fronte a piazza Pietro Fontana, sorta sul luogo di un orto privato e caratterizzata da una pregevole fontana cinquecentesca e da alcuni reperti di epoca romana, e alla fine di via Arco di Druso, si trova Palazzo Mauri, dimora gentilizia del XVII sec. Il palazzo apparteneva alla nobile famiglia Mauri, ed è ad Andrea Mauri – prefetto generale delle poste e delle dogane sotto i pontificati di Paolo V e Urbano VIII – che si deve la costruzione e la decorazione del palazzo spoletino.

L’ambiente romano frequentato dal Mauri, tra la famiglia Borghese e quella Barberini, influenzò notevolmente il gusto e le scelte artistiche per le commissioni spoletine, che oltre al palazzo, includono una cappella all’interno del duomo di Spoleto. La cappella verrà inaugurata nel 1626, quando il Mauri aveva portato a compimento anche il suo palazzo “alla romana” forse ad opera dello stesso architetto. Alla morte del Mauri la decorazione a fresco del nuovo palazzo era già compiuta, come dimostrano le date apposte dai pittori sulla volta della sala degli uccelli (1622) e, insieme con la firma, in calce agli affreschi sulla volta di Fetonte (1622) e della sala della Giustizia (1625). Completamente rinnovato e restaurato (2009) l’edificio ha recuperato la funzionalità degli ambienti e le belle decorazioni delle sale di rappresentanza che si attribuiscono ai pittori Alessandro Bottoni (XVII sec.), Giuseppe Valeriani e Domenico Sergardi (XVIII sec.), noti e attivi in ambito locale.

Nel cortile interno del palazzo, protetto da una copertura trasparente, è stato creato un Caffè Letterario (non in funzione), con servizio di emeroteca e postazione internet, utilizzato anche per concerti, incontri e letture. Nel locale del Caffè è possibile ammirare un interessante mosaico del VI sec. emerso durante i lavori di ristrutturazione: la scoperta ha arricchito la comprensione della complessa stratificazione urbanistica cittadina, situandosi nei pressi dell’area destinata in età romana al Foro, che venne interessata da trasformazioni in epoca longobarda.

Il palazzo è ora sede della Biblioteca Comunale ‘G. Carducci’, che annovera tra i suoi fondi un cospicuo materiale librario antico. Gli spazi aperti al pubblico sono distribuiti su tre piani (di circa 2.200 metri quadrati). La nuovissima Biblioteca Comunale è anche dotata di una Ludoteca e di una ricca Sezione Multimediale. Il piano terra è occupato dalla Sezione Ragazzi e dalla Ludoteca che offrono ai più giovani stimoli e suggestioni diversificati. Ai piani superiori sono dislocate le aree di prestito e reference e le sale di lettura e studio, tutte dotate di postazioni informatiche collegate alla rete e nelle quali è collocato, a scaffale aperto, parte del patrimonio librario moderno ordinato e suddiviso per aree disciplinari o tematiche. Il patrimonio documentario ammonta a circa 110 mila unità, tra volumi, opuscoli, riviste, manoscritti e stampe, di cui circa 19 mila unità appartenenti al Fondo Antico. A questo va aggiunto il patrimonio documentario del Centro di Documentazione Multimediale della Città di Spoleto costituito da circa 50 mila pezzi tra stampe fotografiche, diapositive, negativi, lastre fotografiche, cartoline, filmati.

Per informazioni sugli eventi e gli orari di apertura della biblioteca: https://www.comune.spoleto.pg.it/turismoecultura/la-citta/biblioteca-giosue-carducci-a-palazzo-mauri/biblioteca-comunale-giosue-carducci/

10. La Torre dell’Olio

Terminiamo questo giro tra le cose da vedere a Spoleto con la storica Torre dell’Olio. Com’è noto, molte città del centro Italia erano caratterizzate dalla presenza di moltissime torri. Anche Spoleto non fa eccezione, e la Torre dell’Olio, risalente all’epoca medievale, con i suoi 45,50 metri è la più alta della città. Il suo nome deriva dal fatto che un tempo, per difendersi dai nemici, veniva gettato dell’olio bollente dall’alto e pare che anche Annibale con i suoi elefanti e le sue truppe subirono questo stesso trattamento durante la loro marcia alla conquista di Roma. Per questo motivo la via proprio sotto la torre si chiama Via Porta Fuga ed è arricchita da una grande porta in pietra con un incisione che ricorda tale evento.

La torre è una testimonianza storica molto rilevante, ed è ammirabile solo dall’esterno passando per una delle vie principali della città che collega la parte nuova con il centro storico, Corso Garibaldi, definito nel gergo spoletino, Borgo. Esso parte da Piazza Garibaldi, anch’essa contornata da importanti monumenti come la chiesa di San Gregorio e l’Obelisco, e passando per Corso Mazzini arriva fino a Piazza della Libertà e Piazza del Mercato. Una bella passeggiata per ammirare Spoleto con i suoi vicoli e i suoi locali e punto di partenza per il nostro itinerario…

Itinerario di 1 giorno

Prima di iniziare il nostro itinerario, bisogna fare una premessa: Per visitare Spoleto completamente non basta un giorno solo. Infatti, oltre alle 10 cose elencate in alto, ce ne sono moltissime altre che vale la pena di approfondire, e con più tempo a disposizione si evita di fare corse per vedere tutto e si può avere l’opportunità anche di visitare l’interno dei vari musei e monumenti, cosa che in questo itinerario non è compreso (lista di altri punti interessanti a cui vale la pena dedicare del tempo). Consiglio almeno tre giorni, un bel weekend o un ponte all’insegna della cultura e della scoperta.

  • Partenza. I punti di partenza ottimali sono più di uno ma questo non influisce sull’ordine del nostro itinerario. Io ho considerato quelli che si trovano più vicino a parcheggi comodi e ai servizi di mobilità alternativa.
  • Piazza Garibaldi (procedere a piedi verso le scale mobili di via Ponzianina e prendere gli ascensori alla fine delle scale)
  • Stazione di Spoleto (procedere a piedi per il viale della stazione – via Trento e Trieste – e arrivare alle scale mobili di via Ponzianina e prendere gli ascensori alla fine delle scale)
  • Spoleto Sfera (procedere a piedi fino a Piazza della Libertà, continuare per via Brignone e arrivare a Piazza Campello)
  • Parcheggio Posterna (prendere i tappeti mobili e uscire all’ultima fermata)
  • Rocca Albornoziana e Giro della Rocca. Partendo da uno dei punti sopracitati consiglio di procedere, a piedi o con le scale/tappeti mobili, verso il primo punto panoramico della città, la Rocca. In questo modo tutto il resto del viaggio sarà in discesa, cosa indispensabile per affrontare al meglio questa città che presenta parecchi dislivelli (i due percorsi di mobilità alternativa sono efficienti e collegano facilmente tutti i punti principali della città, perciò consiglio il loro utilizzo almeno per arrivare al primo punto del nostro itinerario). Arrivati alla Rocca si può fare una tranquilla passeggiata per il giro della Rocca e raggiungere il secondo punto.
  • Ponte delle Torri. Continuando il giro della Rocca si arriva facilmente al ponte che ultimamente è stato riaperto ed è percorribile. Consiglio di affacciarsi dalla finestra che da sulla vallata e sulla bella chiesa di San Pietro e poi tornare indietro e finire il giro. A questo punto vi ritroverete a Piazza Campello con la fontana del Mascherone per rinfrescarvi un po’.
  • Duomo. Scendendo le piccole scalette che si trovano davanti a voi, percorrerete la via principale che arriva al Duomo, e lo troverete sulla vostra destra dopo qualche metro. Fermatevi ad ammirare la bellissima scalinata che porta all’ampia piazza e se volete visitarne l’interno scendete i gradini spaziosi (procedendo per questo itinerario potrete anche passare davanti vari posti famosi della serie Don Matteo, come la casa del Capitano e di Cecchini o la Canonica e la chiesa di Sant’Eufemia).
  • Piazza del Mercato. Risalendo la scalinata e continuando lungo Via Aurelio Saffi raggiungerete un grande arco e piazza del Mercato. Sarà però anche ora di una bella pausa pranzo. Qui c’è di che sbizzarrirvi con prodotti tipici, pizzerie e ristoranti chic. Per un pasto veloce vi consiglio Pizzeria dell’Orologio, da BiBi (la migliore pizza al taglio di Spoleto). Per un assaggio di cucina Spoletina opterei per La Bottega (panini), Il mio Vinaio o Il Tempio del Gusto (ristoranti). Ma ci sono anche molti locali per acquistare i prodotti e riportarvi a casa un piccolo assaggio d’Umbria. Le scelte sono davvero molte!
  • Teatro Romano. Dopo la vostra pausa ristoratrice, procediamo per Via Arco di Druso e via Brignone. Passeremo così davanti alla Biblioteca Comunale (se volete fermarvi per una breve visita gratuita dell’edificio vi consiglio di controllare bene gli orari di apertura) e raggiungeremo Piazza della Libertà. Da qui c’è un bel punto panoramico da cui vedere il Teatro Romano dall’alto (se avete tempo e vi interessa, questo è un buon momento per fare una visita guidata del teatro e dell’annesso Museo Archeologico).
  • Corso e Borgo. Da qui procediamo con una bella passeggiata lungo le due vie principali di Spoleto, Corso Mazzini e Corso Garibaldi (borgo). Lungo queste vie ci sono molti locali carini per compare piccoli souvenir o qualche ricordo di qualità, così come punti d’interesse come Il museo Archeologico e quello del Tessuto e del Costume (MUTEC). Arrivando a Piazza Pianciani vi troverete davanti una bellissima scalinata da poco restaurata e alle vostre spalle la chiesa di San Filippo. Vicino alla banca Cassa di Risparmio dell’Umbria ci sono delle piccole scalette da cui proseguiremo il nostro percorso. Alla fine della piccola via che avete appena imboccato, sull’angolo c’è uno dei più antichi e rinomati bar di Spoleto, Tebro. Una bella pausa cioccolata calda non ve la toglie nessuno. Alla vostra sinistra invece troverete il Teatro Nuovo Giancarlo Menotti. Proseguendo lungo il percorso pedonale arriverete a Via Porta Fuga e Torre dell’Olio.

E percorrendo tutto il borgo si arriva proprio a… Piazza Garibaldi! Il giro da qui è finito ma le cose da vedere sono ancora tante! Vi lascio una piccola mappa da scaricare con l’itinerario tracciato e i principali punti d’interesse in evidenza.

Consultate anche i due box per informazioni utili e altri piccoli suggerimenti. Sentitevi liberi di contattarmi per qualsiasi dubbio o curiosità…

Grazie mille per l’attenzione. A questo punto posso solo augurarvi un buon viaggio e una buona permanenza!

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